Descrizione
“Filippo Smaldone. Un Santo napoletano” è il ritratto di un uomo che ha saputo trasformare il silenzio in una voce potente e universale. In occasione del doppio anniversario che segna il cammino verso la gloria degli altari — il trentennale della Beatificazione (con Papa Giovanni Paolo II, 1996) e il ventennale della Canonizzazione (con Papa Benedetto XVI, 2006) — questo volume pubblicato da Edizioni MEA ripercorre le tappe umane e spirituali dell’Apostolo dei Sordi.
Dalle strade brulicanti della Napoli borbonica, dove Filippo riceve l’ordinazione e matura la sua vocazione tra gli ultimi, fino al Salento, terra che diventa il cuore pulsante della sua missione educativa, la biografia restituisce l’immagine di un innovatore sociale.
Fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, Smaldone ha abbattuto le barriere dell’isolamento per migliaia di persone private dell’udito e della parola, offrendo loro dignità, istruzione e fede. Attraverso documenti storici e testimonianze, l’opera ne delinea l’eredità attuale: un culto che, partito dall’Italia meridionale, abbraccia oggi una dimensione internazionale.
Mentre l’Ottocento urla la sua fame di vita e di rivoluzione, Filippo impara presto ad ascoltare un’altra vibrazione: quella, sottile e straziante, del silenzio. Nella Napoli borbonica, i “sordomuti” erano fantasmi, ombre, anime murate in un isolamento che sembrava senza rimedio. Filippo Smaldone, giovane sacerdote dal cuore inquieto, li vede con gli occhi della compassione che si fa carne. Sente il grido muto di quei ragazzi che la società dimentica e che la Chiesa, talvolta, fatica a comprendere.
Questo libro, curato dal giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, non è una semplice biografia devozionale. È un viaggio nel chiaroscuro di un’esistenza votata all’impossibile. È il racconto di un uomo che ha sfidato il colera e le diffidenze, che ha lottato contro il desiderio di fuggire in terre lontane per capire che la sua vera missione era proprio lì, tra quegli invisibili che cercavano un segno, una carezza, un linguaggio.
Dalle ombre di Napoli, Smaldone porta la sua luce nel Salento, a Lecce, dove la sua opera si fa istituzione e il suo metodo diventa speranza. Fondando le Suore Salesiane dei Sacri Cuori, Filippo smette di essere solo un prete e diventa un padre, un mentore, un maestro, un ponte gettato sull’abisso del mutismo.
In occasione dei due anniversari-simbolo che ne segnano il destino eterno — il ventennale della Beatificazione del 2006 e il decennale della Canonizzazione del 2016 — queste pagine restituiscono il ritratto vibrante di un Santo che ha saputo dare voce a chi non l’aveva. Un uomo che ha capito, prima di molti altri, che l’amore non ha bisogno di suoni per farsi sentire, e che il vero miracolo non è guarire le orecchie, ma aprire i cuori.












