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CARLOS GARDEL il Tango a Napoli – di Diego Moreno

ISBN
9791282304009
Pagine
206
Formato
15x21cm
Pubblicazione
14 Novembre 2025
Età
16+
Lingua
Italiano
Stato editorialeDisponibilePubblicato il 14 Novembre 2025Spedizione secondo i tempi indicati al checkout.

18.00

“Cos’è il tango? Quando è arrivato il Tango Canción, con dentro solitudini, amori difficili, coltellate di guappi e tanto altro, sono nati i poeti dell’umiltà del popolo di Buenos Aires, e dovunque si ascoltava un ‘bandoneón’ che modulava tango, melodie di vite arrivate da porti lontani. Questa mescolanza di razze che diedero origine al ‘porteño’ trovò la sua forma musicale nel mio ‘Tango-Canción’. Non basta avere la voce più melodiosa per intonare un tango. No! Bisogna sentirlo e viverne lo spirito. Io lo vivo, lo sento nel dolce sguardo di una donna bella ed elegante che mi vede passare velocemente sulla mia voiturette; so di essere il Tango quando uscendo dall’ippodromo i ragazzi mi seguono con lo sguardo sorridendomi. So che è un omaggio al Tango. Io sono per loro il Tango “Yo soy el Tango”. E la cosa mi piace molto, perché così sono più ‘criollo’, più argentino. Anche se canto una dolce canzone francese, anche se canto “Comme se canta a Napulè” in lingua napoletana, so di essere il cantante di tango in prestito per interpretare altre canzoni, altre melodie. Io sono per loro il Tango”. Carlos Gardel (settembre 1933)

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Cada día canta mejor
In poche parole

Perché leggere questo libro

Mostra con fonti e testimonianze come la napoletanità abbia plasmato il tango.

Offre una biografia artistica aggiornata di Gardel intrecciata con storia sociale e dei media.

Analizza voce, tecnica e presenza scenica del cantante con esempi puntuali.

Documenta l’internazionalizzazione del tango tra Parigi e New York, tra dischi, radio e cinema.

Restituisce il mito di Gardel senza agiografie, tra uomo, artista e icona popolare.

Fornisce cronologia, lettere e interviste utili a studio e divulgazione.

Descrizione

“Cos’è il tango? Quando è arrivato il Tango Canción, con dentro solitudini, amori difficili, coltellate di guappi e tanto altro, sono nati i poeti dell’umiltà del popolo di Buenos Aires, e dovunque si ascoltava un ‘bandoneón’ che modulava tango, melodie di vite arrivate da porti lontani. Questa mescolanza di razze che diedero origine al ‘porteño’ trovò la sua forma musicale nel mio ‘Tango-Canción’. Non basta avere la voce più melodiosa per intonare un tango. No! Bisogna sentirlo e viverne lo spirito. Io lo vivo, lo sento nel dolce sguardo di una donna bella ed elegante che mi vede passare velocemente sulla mia voiturette; so di essere il Tango quando uscendo dall’ippodromo i ragazzi mi seguono con lo sguardo sorridendomi. So che è un omaggio al Tango. Io sono per loro il Tango “Yo soy el Tango”. E la cosa mi piace molto, perché così sono più ‘criollo’, più argentino. Anche se canto una dolce canzone francese, anche se canto “Comme se canta a Napulè” in lingua napoletana, so di essere il cantante di tango in prestito per interpretare altre canzoni, altre melodie. Io sono per loro il Tango”. Carlos Gardel (settembre 1933)

Per le scuole

Proposta didattica

Tematiche: migrazioni Italia–Argentina; musicologia del tango; canzone napoletana; storia sociale urbana a Buenos Aires; media e cinema sonoro; identità e patrimonio culturale

Utile per moduli su migrazioni e sincretismi musicali; analisi comparata tra canzone napoletana e tango-canción; studio del lunfardo nei testi; ascolto guidato di Mi noche triste, Comme se canta a Napule, El día que me quieras; visione dei corti di Eduardo Morera; laboratori su voce, interpretazione e costruzione dell’immagine mediatica.